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	<title>CineOcchio &#187; Schede e Recensioni</title>
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		<title>L&#8217;Invasione degli AstroNazi (2009) di Alberto Genovese</title>
		<link>http://cineocchio.altervista.org/wordpress/2009/11/24/linvasione-degli-astronazi-2009-alberto-genovese/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 20:37:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>M.</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>RECENSIONE E SCHEDA: L&#8217;Invasione degli AstroNazi (2009) di Alberto Genovese. &#8220;Nello spazio nessuno può sentirti ghignare, per questo invadono la Terra!&#8221;. Un film fantascientifico indipendente e no-budget dove gli alieni rimettono in funzione il cervello di Hitler e lo utilizzano per conquistare la Terra con astronavi a forma di svastica.</p>
<p>
Nella trama ci sono: gli alieni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #003366;"><img class="alignleft size-full wp-image-8493" title="L'Invasione degli AstroNazi" src="http://cineocchio.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2009/11/invasione-degli-astronazi-img100px.jpg" alt="L'Invasione degli AstroNazi" width="100" height="100" />RECENSIONE E SCHEDA</span>: <em><strong>L&#8217;Invasione degli AstroNazi</strong></em> (2009) di <strong>Alberto Genovese</strong>. &#8220;Nello spazio nessuno può sentirti ghignare, per questo invadono la Terra!&#8221;. Un film fantascientifico <strong>indipendente </strong>e<strong> no-budget</strong> dove gli alieni rimettono in funzione il cervello di Hitler e lo utilizzano per conquistare la Terra con astronavi a forma di svastica.</p>
<p><span id="more-8434"></span><br />
Nella <strong>trama</strong> ci sono: gli alieni che conservano il cervello di <strong>Hitler</strong> per rianimarlo, un poliziotto solitario, un artista fallito e un hacker che decidono insieme di truffare una banca,  Satana che manda un emissario sulla Terra, ovviamente astronavi a forma di svastica e come se non fosse abbastanza vi è anche un mostro gigante simil-godzilla con tanto di elmetto militare. Tutti quanti avranno il loro ruolo nella storia, il <strong>Diavolo</strong> rivuole i propri soldi che hanno rubato dalla banca mentre Hitler, nella sua nuova forma, invade il pianeta Terra assieme agli alieni. Riuscirà il pianeta a salvarsi dall&#8217;attacco immondo degli extraterrestri?</p>
<p>&#8220;Il primo Kolossal realizzato senza soldi&#8221;. Ecco, un &#8220;paradosso del cinema&#8221; come sostiene lo stesso regista. Che sia chiaro questo e mettiamo il film nel suo contesto: kolossal relizzato da appassionati e no-budget. Si porta dietro tutti i pro e i contro del caso in un tentativo a tratti riuscito di omaggiare vecchi film di <strong>fantascienza</strong> in una trama delirante ma anche, al contrario di quello che si potrebbe pensare nei primi minuti, articolata e studiata che però scorre poco fluida, seppur grazie alla sua insolita natura riesce a mantenere un minimo di interesse nello spettatore.</p>
<p>Grande impegno produttivo, ammirevoli gli adetti ai lavori, la regia è quella delle prime armi (anche se alle prime armi non è, già regista di cortometraggi indipendenti) ma funziona bene e si limita a raccontare come può la vicenda rimanendo neutra e non molto sfruttata, e perchè non dovrebbe andare bene?</p>
<p>Diverse parti della narrazione sono affidate alla televisione, a telegiornali fittizi che alla lunga possono stancare con la<a href="http://cineocchio.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2009/11/invasione-astronazi-frame-film-astronavi.jpg" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-8492" title="L'Invasione degli AstroNazi (2009) - Immagine Astronavi" src="http://cineocchio.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2009/11/invasione-astronazi-frame-film-astronavi-300x230.jpg" alt="L'Invasione degli AstroNazi (2009) - Immagine Astronavi" width="300" height="230" /></a> loro interruzzione continua ma che, in fin dei conti, acquistano un senso compiuto. Divertente a questo proposito il programma tv del &#8220;Bonifico Santo&#8221; dove un predicatore chiede soldi per il Cristo, in modo da sottrarli al demonio. Cosa poi che può sembrare anche plausibile, dato che nel film si viene a sapere che Satana ha diversi milioni in banca.</p>
<p>La prova attoriale per i ruoli prinicipali è degna di nota, in questo contesto. Insomma, con i loro limiti, i ragazzi sono bravi e i <strong>personaggi</strong> abbastanza definiti seppur poco approfonditi, fatta eccezione per le ragazze dei due ladri informatici, capaci di apparire e scomparire senza tante spiegazioni. Avranno la fine che si meritano!</p>
<p>In conclusione una pellicola certamente insolita, di passione per il cinema, un simil-weirdo di fantascienza che traballa e non convince del tutto, anche tenendo conto della sua natura, può suscitare qualche risata sparsa (voluta) e noia a tratti. Vanta i punti di forza nell&#8217;originalità della trama, nel contesto produttivo, l&#8217;omaggio al cinema di genere (e al mix di generi che ogni tanto fa capolino, basti vedere il braccio mozzato che richiama un horror o splatter e i momenti più o meno divertenti da commedia) e  merita comunque di essere visto almeno una volta.</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #003366;">- <strong>SCHEDA</strong> -</span></p>
<p><span style="color: #003366;"><a href="http://cineocchio.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2009/11/invasione-degli-astronazi-locandina-ita-1.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-8503" title="L'Invasione degli Astronazi - Locandina (ITA) 1" src="http://cineocchio.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2009/11/invasione-degli-astronazi-locandina-ita-1-214x300.jpg" alt="L'Invasione degli Astronazi - Locandina (ITA) 1" width="214" height="300" /></a>Titolo Originale</span>: <em>L&#8217;Invasione degli Astronazi</em><br />
<span style="color: #003366;">Regia</span>: Alberto Genovese (opera prima)<br />
<span style="color: #003366;">Sceneggiatura</span>: Alberto Genovese<br />
<span style="color: #003366;">Cast</span>: John Simian (Matt), Max Muntoni (Mordecai), Yuri Plebani (Rico), Luigi Vitale (Barroso), Mauro Vaccari (Ivan Bercovici), Sara Cantana (Savannah), Elisa Valtolina (Eva), Renato Taddei (prete), Massimo Gardella (Dr. Horace Seymour ), Andrea Cataudella (Frank Bellagio)<br />
<span style="color: #003366;">Produzione</span>: LoboArt Productions<br />
<span style="color: #003366;">Distribuzione</span>:<br />
<span style="color: #003366;">Paese</span>: Italia (2009)<br />
<span style="color: #003366;">Genere</span>: Fantascienza, Trash<br />
<span style="color: #003366;">Durata</span>:<br />
<span style="color: #003366;">Tipologia</span>: Lungometraggio<br />
<span style="color: #003366;">Uscita Italia</span>: 22 Novembre 2009 (prima ufficiale a Roma, proiezione unica)</p>
<p><span style="color: #003366;">Trama</span>:<br />
Il cervello di Hitler, prelevato da alieni del pianeta Albedaran poco prima della sua morte, viene rigenerato e inserito in un computer per comandare un nuovo attacco alla Terra con una schiera di svastiche spaziali  volanti. Mentre le astronazi calano sulla Terra, due balordi progettano di recuperare i soldi della loro rapina attraverso un bancomat universale ma Satana, proprietario di parte dei soldi derubati manda sulle loro tracce il terribile seguace Mordecai, dotato di diabolici poteri.</p>
<p><span style="color: #003366;">Note</span>:<br />
- Produzione indipendente no-budget.<br />
- Nato per la distribuzione via web, proiettato per la prima volta al cinema Fanfulla101 di Roma il 22 Novembre 09.<br />
-Il regista Alberto Genovese è al suo primo lungometraggio ma non è nuovo al circolo del cinema indipendente, realizzando diversi cortometraggi all&#8217;insegna della fantascienza a zero costi!</p>
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		<title>Amore 14 (2009) di Federico Moccia</title>
		<link>http://cineocchio.altervista.org/wordpress/2009/11/18/amore-14-2009-di-federico-moccia/</link>
		<comments>http://cineocchio.altervista.org/wordpress/2009/11/18/amore-14-2009-di-federico-moccia/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 11:13:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Marra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>RECENSIONE E SCHEDA: Amore 14 (2009) di Federico Moccia. Carolina, detta Caro, ha un fratello che adora e una sorella che odia. Il padre fa l’infermiere mentre la mamma lavora in una stireria. Le sue amiche del cuore sono Alis e Clod con le quali si confida su tutto (principalmente parlando di sesso). Un giorno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-8426" title="Amore 14" src="http://cineocchio.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2009/11/amore-14-immagine-100px.jpg" alt="Amore 14" width="100" height="100" /><strong></strong><span style="color: #003366">RECENSIONE E SCHEDA:</span><em><strong><span style="color: #003366"> </span>Amore 14</strong></em> (2009) di <strong>Federico Moccia</strong>. Carolina, detta Caro, ha un fratello che adora e una sorella che odia. Il padre fa l’infermiere mentre la mamma lavora in una stireria. Le sue amiche del cuore sono Alis e Clod con le quali si confida su tutto (principalmente parlando di sesso). Un giorno in libreria incontrerà Massi, un colpo di fulmine istantaneo…</p>
<p><span id="more-8421"></span></p>
<p>Che i suoi libri e i film tratti da questi non fossero granché lo si sapeva già, ma se nei precedenti <em>3 metri sopra il cielo</em>,  <em>Ho voglia di te</em> e <em>Scusa ma ti chiamo amore</em> si affrontavano certi temi quantomeno con un superficiale garbo, con quest’ultimo <em>Amore 14</em> Moccia ha creato un film (se tale si può definire) diseducativo e falso. Crea empatia con quella categoria di ragazzini “rincitrulliti” dalla società odierna perché mostra quello che vorrebbero sentirsi dire: che fare sesso a 14 anni è giusto, che l’amore è solo un <strong>gioco di finte emozioni</strong>, che i problemi della vita si riducono a domande degne delle pagine di riviste per preadolescenti del tipo “Se mi bacio resto incinta?”. In sostanza questo film non è solo cinematograficamente pessimo (<strong>regia inesistente</strong> e recitazioni da soap) ma anche <strong>moralmente discutibile</strong>.<span style="color: #003366"><span style="color: #003366"> </span></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #003366;">- <strong>SCHEDA</strong> -</span></p>
<p><span style="color: #003366;"><a href="http://cineocchio.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2009/11/Amore-14-Poster-Italia1.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-8423" title="Amore 14 - Locandina (ita)" src="http://cineocchio.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2009/11/Amore-14-Poster-Italia1-210x300.jpg" alt="Amore 14 - Locandina (ita)" width="210" height="300" /></a>Titolo Originale</span>: <em>Amore 14</em><br />
<span style="color: #003366;">Regia</span>: Federico Moccia<br />
<span style="color: #003366;">Sceneggiatura</span>: Federico Moccia, Luca Infascelli, Chiara Barzini<br />
<span style="color: #003366;">Cast</span>: Veronica Olivier (Carolina / Caro), Giuseppe Maggio (Massi), Beatrice Flammini (Alis), Flavia Roberto (Clod), Raniero Monaco Di Lapio (Rusty James), Pamela Villoresi (mamma Silvia), Pietro De Silva (papà Dario), Emiliana Franzone (nonna Lucilla), Riccardo Garrone (nonno Tommaso), Giulio Mezza (Gibbo), Daniela La Leggia (Filo), Leonardo Bugiantella (Cudini), Vittoria Antonini (Michela Celibassi), Andrea Maj Beretta (Lele)<br />
<span style="color: #003366;">Produzione</span>: Marco Belardi per Lotus Production<br />
<span style="color: #003366;">Distribuzione</span>: Medusa Films<br />
<span style="color: #003366;">Paese</span>: Italia (2009)<br />
<span style="color: #003366;">Genere</span>: Commedia, Romantico, Adolescenziale<br />
<span style="color: #003366;">Durata</span>: 95&#8242;<br />
<span style="color: #003366;">Tipologia</span>: Lungometraggio<br />
<span style="color: #003366;">Uscita Italia</span>: 30 Ottobre 2009<br />
<span style="color: #003366;">Uscita USA</span>: /</p>
<p><span style="color: #003366;">Trama</span>:<br />
Il film racconta la storia di Carolina detta Caro, 14 anni, alle prese con i primi amori, il primo bacio, la prima volta, l&#8217;amicizia, le feste, la scuola, il rapporto spesso conflittuale con i genitori.<br />
Ci sono le amiche del cuore, Alis e Clod, con le quali condividere i giorni e i sogni. Ci sono i primi baci rubati nella penombra del portone. C&#8217;è la scuola, due nonni meravigliosi che la sanno guardare in fondo all&#8217;anima e un fratello leggendario, Rusty James, che aiuta il suo cuore a sognare. E poi c&#8217;è l&#8217;amore, quello vero, che ha il nome di Massimiliano, incontrato in una libreria un pomeriggio di settembre (comingsoon.it).</p>
<p><span style="color: #003366;">Note</span>:<br />
-</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Diary of the Dead (2007) di George A.Romero</title>
		<link>http://cineocchio.altervista.org/wordpress/2009/10/31/diary-of-dead-2007-di-george-a-romero/</link>
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		<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 20:42:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Marra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>RECENSIONE E SCHEDA: Diary of the Dead (2007) di George A. Romero. Durante le riprese di un film horror amatoriale un notiziario diffonde la notizia del reale risveglio dei morti dalle loro tombe. La troupe dovrà scontrarsi con famelici zombie e con la voglia di documentare i fatti attraverso una videocamera.</p>
<p></p>
<p>Girato come se fosse un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8305" src="http://cineocchio.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2009/10/poster_DiaryOfTheDead-150x150.jpg" alt="poster_DiaryOfTheDead" width="100" height="100" /></strong></em><span style="color: #003366;">RECENSIONE E SCHEDA:</span><em><strong> Diary of the Dead</strong></em> (2007) di <strong>George A. Romero</strong>. Durante le riprese di un film horror amatoriale un notiziario diffonde la notizia del reale risveglio dei morti dalle loro tombe. La troupe dovrà scontrarsi con famelici zombie e con la voglia di documentare i fatti attraverso una videocamera.</p>
<p><span id="more-8299"></span></p>
<p>Girato come se fosse un vero e proprio documentario, quasi un mondo movie se vogliamo, il 5° capitolo della saga sui morti viventi, inaugurata da <strong>Romero</strong> nel ’68 con l’intramontabile <em>La Notte dei Morti</em> <em>Viventi</em>, è un film sullo strapotere dei media. Una <strong>critica potente</strong> e dissacrante riguardo al modo in cui governo e mezzi di comunicazione mistificano la verità e su come oggi la grandissima varietà delle fonti di informazione si sia trasformata da “libertà di avere una propria idea sui fatti” a confusione. È molto vicino a <em>Cannibal Holocaust</em> di Ruggero Deodato per certi aspetti: critica all’informazione tradizionale, filosofia del “<strong>continua a girare</strong>”, stile mockumentary e utilizzo o meglio sfruttamento delle modalità di narrazione criticate nello stesso film. Nel finale poi viene svelata la tesi del film: <strong>meritiamo veramente di essere salvati?</strong> Pur avendo i mezzi per elevarci, per conquistare una visione personale del mondo, l&#8217;umanità è condannata a marcire nelle tenebre dell&#8217;ignoranza perchè è quello che si merita in realtà. In definitiva un&#8217;opera pessimista e potente, destinata a lasciare un segno profondo nelle coscienze di tutti noi.</p>
<p style="text-align: center"><span style="color: #003366">- <strong>SCHEDA</strong> -</span></p>
<p><span style="color: #003366"><img class="alignleft size-medium wp-image-8308" src="http://cineocchio.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2009/10/diary-of-the-dead-228x300.jpg" alt="diary-of-the-dead" width="212" height="298" />Titolo Originale</span>: <em>Diary of the Dead</em><br />
<span style="color: #003366">Regia</span>: George A. Romero<br />
<span style="color: #003366">Sceneggiatura</span>: George A. Romero<br />
<span style="color: #003366">Cast</span>: Michelle Morgan (Debra Moynihan), Joshua Close (Jason Creed), Shawn Roberts (Tony Ravello), Amy Ciupak Lalonde (Tracy Thurman), Joe Dinicol (Eliot Stone), Scott Wentworth (Andrew Maxwell), Philip Riccio (Ridley Wilmott), Chris Violette (Gordo Thorsen), Tatiana Maslany (Mary Dexter)<br />
<span style="color: #003366">Produzione</span>: Artfire Films, Romero-Grunwald Productions<br />
<span style="color: #003366">Distribuzione</span>: Minerva pictures<br />
<span style="color: #003366">Paese</span>: USA (2007)<br />
<span style="color: #003366">Genere</span>: Horror<br />
<span style="color: #003366">Durata</span>: 95&#8242;<br />
<span style="color: #003366">Tipologia</span>: Lungometraggio<br />
<span style="color: #003366">Uscita Italia</span>: 30 Ottobre 2009<br />
<span style="color: #003366">Uscita USA</span>: 20 Settembre 2007</p>
<p><span style="color: #003366">Trama</span>:<br />
Un gruppo di amici si avventura nei boschi della Pennsylvania per girare un film horror a basso costo che utilizzeranno come progetto per la scuola. Durante le riprese però, i notiziari iniziano a riportare una notizia: i morti stanno tornando in vita. Ora i ragazzi dovranno combattaere contro gli orrori della realtà&#8230;.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Parnassus &#8211; L&#8217;Uomo che Voleva Ingannare il Diavolo (2009) di Terry Gilliam</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 16:14:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Marra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>RECENSIONE E SCHEDA: Parnassus &#8211; L’Uomo che Voleva Ingannare il Diavolo (2009) di Terry Gilliam. Il dottor Parnassus, immortale grazie ad una scommessa con il diavolo, deve fare i conti con quest’ultimo che pretende il premio che gli era stato promesso come riscatto in cambio del dono della giovinezza, fatto in passato a Parnassus… tale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><img class="alignleft size-full wp-image-8283" title="Parnassus - L'Uomo che Voleva Ingannare il Diavolo" src="http://cineocchio.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2009/10/parnassus-uomo-voleva-ingannare-diavolo-img-100px-1.jpg" alt="Parnassus - L'Uomo che Voleva Ingannare il Diavolo" width="100" height="100" /></em></strong><span style="color: #003366;">RECENSIONE E SCHEDA:</span><strong><em> Parnassus &#8211; L’Uomo che Voleva Ingannare il Diavolo</em></strong> (2009) di <strong>Terry Gilliam</strong>. Il dottor Parnassus, immortale grazie ad una scommessa con il diavolo, deve fare i conti con quest’ultimo che pretende il premio che gli era stato promesso come riscatto in cambio del dono della giovinezza, fatto in passato a Parnassus… tale premio è la figlia del dottore. A cambiare lo svolgersi delle vicende arriverà il giovane Tony…<br />
<span id="more-8255"></span></p>
<p>A causa della morte prematura di <strong>Ledger</strong> il film ha letteralmente cambiato faccia trasformandosi non solo per la presenza di <strong>Johnny Depp</strong>, <strong>Colin Farrell</strong> e <strong>Jude Law</strong> (che hanno sostituito Heath dopo la morte) ma anche per quanto riguarda alcuni aspetti della sceneggiatura. Il risultato è un opera visivamente potente che sostanzialmente rappresenta un’esaltazione della <strong>forza della fantasia</strong>, quindi anche del cinema, come testimonia il monologo del bravissimo Depp sull’<strong>immortalità</strong> dei divi, che non saranno mai scalfiti dal tempo, mai vecchi o malati, ma sempre giovani e belli. Così come <strong>Heath Ledger</strong>. L’abbondanza di effetti speciali rende bene l’immaginifico mondo del dottor Parnassus anche se fra tutte le visioni oniriche quella che colpisce di più è, se vogliamo, la meno appariscente: il bosco subito dopo l’entrata dello specchio. L’opera è anche un’esaltazione del teatro, che oggi è relegato in secondo piano rispetto ad altre forme d’arte, pur essendo più antica del cinema ma ugualmente immortale. Da sottolineare la particolarità della protagonista femminile del film<strong> Lily Cole</strong>, una vera bambolina in carne ed ossa; Grande interpretazione inoltre quella di <strong>Cristopher Plummer</strong>, convincente nei panni dell’immortale protagonista.</p>
<p>Le goffaggini non mancano ma l’ampiezza di significato e lo straordinario apparato visivo rendono questo film molto godibile, impreziosito, inoltre, dalle straordinarie performance attoriali di Depp e Farrell, che surclassano gli altri interpreti per espressività<strong> </strong>e intensità.</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #003366;">- <strong>SCHEDA</strong> -</span></p>
<p><span style="color: #003366;"><a href="http://cineocchio.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2009/10/parnassus-uomo-voleva-ingannare-diavolo-locandina-ita-1.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-8281" title="Parnassus - L'Uomo che Voleva Ingannare il Diavolo - Locandina (ITA) 1" src="http://cineocchio.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2009/10/parnassus-uomo-voleva-ingannare-diavolo-locandina-ita-1-210x300.jpg" alt="Parnassus - L'Uomo che Voleva Ingannare il Diavolo - Locandina (ITA) 1" width="210" height="300" /></a>Titolo Originale</span>: <em>The Imaginarium of Doctor Parnassus</em><br />
<span style="color: #003366;">Regia</span>: Terry Gilliam<br />
<span style="color: #003366;">Sceneggiatura</span>: Terry Gilliam, Charles McKeown<br />
<span style="color: #003366;">Cast</span>: Chrisopher Plummer (Dottor Parnassus), Heath Ledger (Tony), Johnny Depp (Tony), Jude Law (Tony), Colin Farrel (Tony), Lily Cole (figlia del dottor Parnassus), Tom Waits (il Diavolo/Mr. Nick), Verne Troyer (nano Percy), Andrew Garfield (mago Anton)<br />
<span style="color: #003366;">Produzione</span>: Davis-Film, Gosvenor Park Production, Infinity Features Entertainment, Parnassus Production, Poo Poo Pictures<br />
<span style="color: #003366;">Distribuzione</span>: MovieMax Italia<br />
<span style="color: #003366;">Paese</span>: Francia, Canada, Gran Bretagna (2009)<br />
<span style="color: #003366;">Genere</span>: Fantasy, Fantastico, Avventura<br />
<span style="color: #003366;">Durata</span>: 122&#8242; circa<br />
<span style="color: #003366;">Tipologia</span>: Lungometraggio<br />
<span style="color: #003366;">Uscita Italia</span>: 30 Ottobre 2009<br />
<span style="color: #003366;">Uscita Francia</span>: 02 Maggio 2009 (Cannes Film Festival), 11 Novembre 2009<br />
<span style="color: #003366;">Uscita Canada</span>: 18 Settembre 2009 (Toronto Film Festival)<br />
<span style="color: #003366;">Uscita Gran Bretagna</span>: 16 Ottobre 2009<br />
<span style="color: #003366;">Uscita USA</span>: 11 Ottobre 2009 (Hamptons International Film Festival)</p>
<p><a href="http://www.doctorparnassus.com/">Sito Ufficiale</a> &#8211; <a href="http://www.parnassus.it/">Sito Italiano</a></p>
<p><span style="color: #003366;">Trama</span>:<br />
Ambientato nella Londra odierna. L’ immortale Dottor Parnassus è il cardine di un teatro ambulante. Ha capacità straordinarie ed è in grado di portare il pubblico all’interno della propria fantasia, questo grazie all’ausilio di uno specchio magico avuto grazie ad un patto con il Diavolo. Il Diavolo però vorrà la sua parte e prenderà come tributo la figlia di Parnassus, quest’ultimo viaggerà per mondi paralleli, ignoti e fantastici alla sua ricerca.</p>
<p><span style="color: #003366;">Note</span>:<br />
- Presentato al Festival del Cinema di Cannes 2009<br />
- Durante le riprese del film, e prima della loro conclusione, uno degli attori principali, cioè Heath Ledger, è deceduto. Altri attori famosi inizialmente non previsti nel cast ( Johnny Depp, Jude Law, Colin Farrell) hanno preso il suo ruolo interpretandolo a turno, cambiando la trama e aggiungendo delle trasformazioni.</p>
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		<title>il film Metal Gear Solid: Philanthropy</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 14:36:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>M.</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Il film Metal Gear Solid: Philanthropy è un mediometraggio italiano (circa 70 minuti!) realizzato dai fan, bassissimo budget e no profit, e ispirato alla famosa saga di videogiochi ideati da Hideo Kojima, appunto Metal Gear Solid. Il film è scritto e diretto da Giacomo Talamini, prodotto sotto la Hive Division,  ci da una riprova che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-8213" title="Metal Gear Solid: Philanthropy" src="http://cineocchio.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2009/10/metal-gear-solid-philanthropy-img-solid-snake-100px.png" alt="Metal Gear Solid: Philanthropy" width="100" height="100" />Il film <em><strong>Metal Gear Solid: Philanthropy</strong></em> è un mediometraggio<strong> italiano</strong> (circa 70 minuti!) realizzato dai fan, <strong>bassissimo budget</strong> e<strong> no profit</strong>, e ispirato alla famosa saga di <strong>videogiochi</strong> ideati da <strong>Hideo Kojima</strong>, appunto <em>Metal Gear Solid</em>. Il film è scritto e diretto da <strong>Giacomo Talamini</strong>, prodotto sotto la Hive Division,  ci da una riprova che il cinema italiano può sperare in un&#8217;apertura di orizzonti ben più ampia rispetto a quella attuale.</p>
<p><span id="more-8211"></span><br />
Relizzato da moltissimi fan italiani a proprie spese, coinvolgendo diversi volontari in un progetto che è durato anni in un immenso sforzo produttivo (reso possibile anche grazie a internet) salta fuori un film italiano ben più meritevole di tanti usciti al cinema e finanziati tramite la cassa pubblica. Audace e ben lontani dal tipico genere italiano, sarà un vero gusto per i fan, e non solo, potersi guardare gratuitamente online questo film d&#8217;azione.</p>
<p>L&#8217;amatorialità fa spesso capolino ma viene evitata il più possibile e il risultato è a tratti soprendente e, nel complesso, funziona alla grande.</p>
<p>Il film è diviso in tre parti che, nell&#8217;insieme, arrivano alla durata di circa 70 minuti. Potete guardarvi il <strong>filmato</strong> direttamente a seguire, oppure in<a title="MGS-Philanthropy.net - Guarda Film" href="http://www.mgs-philanthropy.net/film.html" target="_blank"> formato panoramico HD</a>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-8212" title="Metal Gear Solid: Philanthropy - Il Film" src="http://cineocchio.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2009/10/metal-gear-solid-philanthropy-striscia.png" alt="Metal Gear Solid: Philanthropy - Il Film" width="400" height="90" /></p>
<p align="center"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="220" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=6784359&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="220" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=6784359&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object>
</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://vimeo.com/6784359">Metal Gear Solid: Philanthropy</a> da <a href="http://vimeo.com/hivedivision">Hive Division</a> su <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
<p style="text-align: center;"><em><span style="color: #888888;">Fonte: <a title="MGS-Philanthropy.net" href="http://www.mgs-philanthropy.net/" target="_blank">Sito Ufficiale</a>, CineOcchio</span></em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Videocracy &#8211; Basta Apparire (2009) di Erik Gandini</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 08:37:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Marra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>RECENSIONE E SCHEDA: Videocracy &#8211; Basta Apparire (2009) di Erik Gandini. Questo Docufilm (passato praticamente inosservato a causa della censura da parte delle reti televisive principali) tenta di spiegarci, attraverso 4 &#8220;mostri&#8221; (Corona, Berlusconi, Lele Mora e un comune ragazzo), l&#8217;origine del degrado della società italiana di oggi riconducibile, secondo il regista, alla videocrazia di quello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8196" src="http://cineocchio.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2009/10/videocracy-150x150.jpg" alt="videocracy" width="100" height="100" /></em></strong><span style="color: #003366;">RECENSIONE E SCHEDA: </span><strong><em>Videocracy &#8211; Basta Apparire</em></strong> (2009) di <strong>Erik Gandini</strong>. Questo <strong>Docufilm </strong>(passato praticamente inosservato a causa della censura da parte delle reti televisive principali) tenta di spiegarci, attraverso 4 &#8220;mostri&#8221; (Corona, Berlusconi, Lele Mora e un comune ragazzo), l&#8217;origine del degrado della società italiana di oggi riconducibile, secondo il regista, alla <strong>videocrazia </strong>di quello che nel film viene chiamato &#8220;Il presidente&#8221;.</p>
<p><span id="more-8195"></span></p>
<p>La <strong>televisione</strong> ha il potere di plasmare le persone a proprio piacimento, ciò è dimostrato dal giovane Ricky, un ragazzo comune che rappresenta la massa, il quale sogna di far parte del mondo dello spettacolo e pur essendo fondamentalmente un bravo ragazzo è, come la maggior parte delle persone, <strong>stupido </strong>e sostanzialmente privo di una propria individualità. A questo punto va detto che il materiale del film risale a qualche anno fa e quindi presenta un <strong>Lele Mora</strong> ancora in auge e un Corona alle prime armi, ma rende bene l&#8217;idea. Il personaggio più particolare e interessante è proprio <strong>Fabrizio Corona</strong>, egli viene presentato come  l&#8217;opposto di Ricky in quanto è una persona molto intelligente e soprattutto che ha capito come gira il mondo (quindi come gira il mondo della TV), lui decide di sfruttare questa sua dote a suo favore, diventando quello che egli sa essere lo zenit del degrado morale della società, in pratica pur sapendo distinguere il giusto dal sbagliato egli si adegua e si schiera dal &#8220;lato oscuro&#8221;. Il vero mostro quindi chi è? <strong>Silvio Berlusconi</strong>? Mora? Corona? no&#8230;è Ricky, è la gente comune.</p>
<p>Vorrebbe essere il <em>Cannibal Holocaust </em>del XXI secolo, non ci riesce perchè manca di qualcosa, non arriva proprio in fondo, non osa tentare ad approfondire le radici e le conseguenze sociologiche della videocrazia, si limita a mostrae qualcosa senza però spiegare, o meglio spiegando ma non teorizzando sulla questione.</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #003366;">- <strong>SCHEDA</strong> -</span></p>
<p><span style="color: #003366;"><a href="http://cineocchio.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2009/10/videocracy-basta-apparire-locandina-ita-1.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-8201" title="Videocracy: Basta Apparire - Locandina (ITA) 1" src="http://cineocchio.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2009/10/videocracy-basta-apparire-locandina-ita-1-209x300.jpg" alt="Videocracy: Basta Apparire - Locandina (ITA) 1" width="209" height="300" /></a>Titolo Originale</span>: <em>Videocracy</em><br />
<span style="color: #003366;">Regia</span>: Erik Gandini<br />
<span style="color: #003366;">Sceneggiatura</span>: Erik Gandini<br />
<span style="color: #003366;">Cast</span>: Silvio Berlusconi (sè stesso), Flavio Briatore (sè stesso), Fabrizio Corona (sè stesso), Lele Mora (sè stesso), Simona Ventura (sè stessa), Rick Canelli<br />
<span style="color: #003366;">Produzione</span>: Atmo Media Network, Zentropa Entertainments, Sveriges Television (SVT)<br />
<span style="color: #003366;">Distribuzione</span>: Fandango<br />
<span style="color: #003366;">Paese</span>: Svezia, Danimarca, Gran Bretagna, Finlandia (2009)<br />
<span style="color: #003366;">Genere</span>: Documentario<br />
<span style="color: #003366;">Durata</span>: 85&#8242; circa<br />
<span style="color: #003366;">Tipologia</span>: Lungometraggio<br />
<span style="color: #003366;">Uscita Italia</span>: 04 Settembre 2009<br />
Uscita Svezia: 28 Agosto 2009<br />
<span style="color: #003366;">Uscita USA</span>: 28 Ottobre 2009 al Hamptons International Film Festival</p>
<p><span style="color: #003366;">Trama</span>:<br />
&#8220;In una videocrazia la chiave del potere è l&#8217;immagine. In Italia soltanto un uomo ha dominato le immagini per più di tre decenni. Prima magnate della TV, poi Presidente, Silvio Berlusconi ha creato un binomio perfetto caratterizzato da politica e intrattenimento televisivo, influenzando come nessuno altro il contenuto della tv commerciale in Italia. I suoi canali televisivi, noti per l&#8217;eccessiva esposizione di ragazze seminude, sono considerati da molti uno specchio dei suoi gusti e della sua personalità&#8221;. Erik Gandini.<br />
Erik Gandini, regista, vive in Svezia ma è nato e cresciuto in Italia. Con questo film, torna nel suo Paese d&#8217;origine, per raccontare dall&#8217;interno le conseguenze di un esperimento televisivo che gli italiani subiscono da 30 anni. Riesce ad ottenere accesso esclusivo alle sfere più potenti e rivela una storia significativa, derivata dalla spaventosa realtà della televisione italiana (comingsoon.it).</p>
<p><span style="color: #003366;">Note</span>:<br />
-</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cannibal Holocaust (1980) di Ruggero Deodato</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Oct 2009 16:12:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Marra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Cannibal Holocaust (1980) di Ruggero Deodato. Un antropologo, aiutato da una guida, si reca nella giungla amazzonica alla ricerca di quattro documentaristi scomparsi…troverà solo le bobine con le riprese da loro fatte prima di morire.</p>
<p></p>
<p>I personaggi, e intorno ad essi il verde&#8230; un&#8217; immensa distesa di natura selvaggia che racchiude ancora la prima essenza della vita, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8181" title="Cannibal Holocaust (1980)" src="http://cineocchio.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2009/10/cannibal-holocaust-immagine-100px.jpg" alt="Cannibal Holocaust (1980)" width="100" height="100" /><em>Cannibal Holocaust</em></strong> (1980) di <strong>Ruggero Deodato</strong>. Un antropologo, aiutato da una guida, si reca nella giungla amazzonica alla ricerca di quattro documentaristi scomparsi…troverà solo le bobine con le riprese da loro fatte prima di morire.</p>
<p><span id="more-8173"></span></p>
<p>I personaggi, e intorno ad essi il verde&#8230; un&#8217; immensa distesa di natura selvaggia che racchiude ancora la prima essenza della vita, quella della sopravvivenza senza leggi stabilite da esseri umani ma solo dalla natura e da quel briciolo di sentimento che è innato nell’uomo e che non è solo frutto di un condizionamento morale ad opera della società civilizzata. Trovandosi in un luogo lontano dalla falsa moralità del mondo occidentale, l’uomo si trova a fare i conti con la sua natura assopita da tempo: quella selvaggia, perché non ci dimentichiamo che l’uomo non è altro che un animale…possiamo dire che è il più evoluto di essi, ma pur sempre un animale. Arriviamo così a vedere immagini raccapriccianti di uomini civilizzati che fanno violenza, la stessa violenza (se non peggiore) che è opera dei primitivi filmati, ma con una differenza: questi ultimi non sono sadici, non uccidono per il puro gusto di farlo, ma perché è la natura che impone loro di farlo per sopravvivere e perché le loro usanze richiedono punizioni corporali. Essi non conoscono la civiltà, invece i quattro reporter si, ma questi non esitano comunque a distruggere la dignità umana…hanno scoperto la realtà dell’uomo, la vera natura umana. Il <strong>sensazionalismo</strong> è la base di questo film…la frase <strong>“continua a girare”</strong> che viene spesso ripetuta durante il film è il simbolo di questa voglia sfrenata di creare qualcosa di shockante, forse per rompere la monotonia di una vita normale…lo stesso <strong>Deodato </strong>sa di incappare in questo errore…perché questo è un film che vuole shockare e ci riesce dato che mette l’uomo a nudo, lo priva di tutte le corazze morali che si è creato nei millenni passati e lo rappresenta come è veramente: un animale. Un film sensazionalista che è una critica al sensazionalismo. Dal punto di vista tecnico siamo a livelli eccellenti, la regia è favolosa, così come la sceneggiatura e le interpretazioni del cast. Ma ciò che dona grande potenza alle immagini di quest’opera è soprattutto la colonna sonora di <strong>Riz Ortolani </strong>che è fra le migliori mai realizzate! Un&#8217; opera importante, <strong>indimenticabile</strong>, <strong>terrorizzante</strong> e affascinante.</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #003366;">- <strong>SCHEDA</strong> -</span></p>
<p><span style="color: #003366;"><a href="http://cineocchio.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2009/10/cannibal-holocaust-locandina-dvd-usa.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-8182" title="Cannibal Holocaust - Locandina DVD (USA) A" src="http://cineocchio.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2009/10/cannibal-holocaust-locandina-dvd-usa-211x300.jpg" alt="Cannibal Holocaust - Locandina DVD (USA) A" width="211" height="300" /></a>Titolo Originale</span>: <em>Cannibal Holocaust</em><br />
<span style="color: #003366;">Regia</span>: Ruggero Deodato<br />
<span style="color: #003366;">Sceneggiatura</span>: Gianfranco Clerici<br />
<span style="color: #003366;">Cast</span>: Robert Kerman (Harold Monroe), Luca Barbareschi (Mark Tomaso), Francesca Ciardi (Faye Daniels), Perry Pirkanen (Jack Anders), Salvatore Basile (Chaco Losojos), Ricardo Fuentes (Felipe Ocanya)<br />
<span style="color: #003366;">Produzione</span>: F.D. CIN. F.D.<br />
<span style="color: #003366;">Distribuzione</span>: United Artists<br />
<span style="color: #003366;">Paese</span>: Italia (1980)<br />
<span style="color: #003366;">Genere</span>: Horror, Drammatico, Avventura<br />
<span style="color: #003366;">Durata</span>: 95&#8242; circa. 90&#8242; versione USA, 89 minuti versione UK<br />
<span style="color: #003366;">Tipologia</span>: Lungometraggio<br />
<span style="color: #003366;">Uscita Italia</span>: 07 Febbraio 1980<br />
<span style="color: #003366;">Uscita USA</span>: 19 Giugno 1985</p>
<p><span style="color: #888888;">Vitato ai minori di 18 anni.</span></p>
<p><span style="color: #003366;">Trama</span>:<br />
Finanziati da una stazione televisiva di New York nonché dall&#8217;università della stessa metropoli, quattro giovani si sono inoltrati in una zona sconosciuta dell&#8217;Amazzonia e non sono più tornati. Erano i tre operatori Alan, Jack e Mark, accompagnati dalla giornalista Shanda. Il prof. Munro, inviato degli Stati Uniti e accompagnato da due persone concesse dal governo locale, seguendo il probabile cammino percorso dagli scomparsi, raggiunge le tribù selvagge presso le quali trova tracce del passaggio dei quattro e raccoglie diverse bobine di pellicola della documentazione dagli stessi raccolta. Tornato presso i committenti con il materiale, prima di decidere se metterlo in onda, il Munro lo visiona e si trova davanti alla dimostrazione del perché i quattro giovani sono stati massacrati. Essi, infatti, decisi a mettere insieme un materiale sensazionale e senza precedenti, hanno pazzescamente ucciso, stuprato, bruciato e provocato in ogni modo sino a che i cannibali non si sono rivoltati contro di loro. Non hanno neppure cessato di riprendere quando ad uno ad uno venivano dilaniati e mangiati (comingsoon.it).</p>
<p><span style="color: #003366;">Note</span>:<br />
-</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Bastardi Senza Gloria (2009) di Quentin Tarantino</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 08:18:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Marra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>RECENSIONE E SCHEDA: Bastardi Senza Gloria (2009) di Quentin Tarantino. A due anni di distanza dal suo ultimo lavoro (il bellissimo Grindhouse: A Prova di Morte) il regista “più pulp” del cinema contemporaneo realizza un film che, oltre ad essere espressamente ispirato al cult degli anni ’70 Quel Maledetto Treno Blindato di Enzo G. Castellari, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #003366"><img class="alignleft size-full wp-image-8153" title="Bastardi Senza Gloria" src="http://cineocchio.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2009/10/bastardi-senza-gloria-immagine-100px-2.jpg" alt="Bastardi Senza Gloria" width="100" height="100" />R</span><span style="color: #003366">ECENSIONE E SCHEDA</span>:<em><strong> Bastardi Senza Gloria</strong></em> (2009) di <strong>Quentin Tarantino</strong>. A due anni di distanza dal suo ultimo lavoro (il bellissimo <em>Grindhouse: A Prova di Morte</em>) il regista “più <strong>pulp</strong>” del cinema contemporaneo realizza un film che, oltre ad essere espressamente ispirato al cult degli anni ’70 <em>Quel Maledetto Treno Blindato</em> di Enzo G. Castellari, potrebbe essere definito come una minestra di citazioni cinematografiche e guizzi di stupefacente originalità.<br />
<span id="more-8141"></span></p>
<p>Nella Francia occupata dai Nazisti l’ebrea Shosanna Dreyfus (Mélanie Laurent) assiste all’uccisione di tutta la sua famiglia ad opera del nazista  Hans Landa (<strong>Christoph Waltz</strong>), noto ai più come “il cacciatore di ebrei”.  Shosanna è l’unica a salvarsi e si rifugia a Parigi dove, una volta assunta nuova identità, diventa proprietaria di un cinema. In Europa intano un gruppo di soldati di varie nazionalità noto come “i bastardi” e comandati dal tenente Aldo Raine (<strong>Brad Pitt</strong>), semina il panico tra le fila tedesche uccidendo quanti più nazisti possibile. Il terribile gruppo, da cui il titolo del film, si troverà a collaborare con l’attrice tedesca Bridget Von Hammersmark (<strong>Diane Kruger</strong>)  in una missione che ha come fine l’uccisione di Hitler.  L’atto finale di questa azione contro il potere del Reich si terrà proprio nel cinema di Shosanna.</p>
<p>È un film antistorico il cui tema cardine non è la shoah ma bensì la <strong>vendetta</strong>. Poco conta infatti la storia classica studiata nei libri di scuola in quest’opera, essa fa solo da sfondo alle vicende dei personaggi, le cui sfumature sono definite da Tarantino come in un quadro espressionista. Le sequenze da antologia sono molte e il regista trova un perfetto equilibrio tra stabilità e movimento in un crescendo di raffinate immagini in cui gli attori sono come i soggetti di una pittura. Le interpretazioni di spessore sono tante: in primo luogo è da segnalare la straordinaria prova di <strong>Brad Pitt</strong>, la cui mimica in questo film arriva a livelli incredibilmente straordinari in alcune scene (da citare quella in cui recita la parte di un attore italiano con un espressione molto simile a quella di Brando ne <em>Il Padrino</em>); sorprendente <strong>Christoph Waltz</strong> la cui interpretazione è valsa il premio come miglior interprete maschile al festival di Cannes. Ottime anche le performance attoriali di <strong>Eli Roth</strong>, <strong>Diane Kruger</strong> e <strong>Til Schweiger</strong>.</p>
<p>Alla fine del film Aldo Raine dice “Forse questo è il mio capolavoro” e forse è anche quello di Tarantino.</p>
<p style="text-align: center"><span style="color: #003366">- <strong>SCHEDA</strong> -</span></p>
<p><span style="color: #003366"><a href="http://cineocchio.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2009/10/bastardi-senza-gloria-locandina-ita-finale.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-8145" src="http://cineocchio.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2009/10/bastardi-senza-gloria-locandina-ita-finale-210x300.jpg" alt="Bastardi Senza Gloria - Locandina (ITA) finale" width="210" height="300" /></a>Titolo Originale</span>: <em>Inglorious Basterds</em><br />
<span style="color: #003366">Regia</span>: Quentin Tarantino<br />
<span style="color: #003366">Sceneggiatura</span>: Quentin Tarantino<br />
<span style="color: #003366">Cast</span>: Brad Pitt ( Tenente Aldo Raine), Melanie Laurent (Shosanna Dreyfus), Christoph Waltz (Colonnello Hans Landa), Eli Roth (Sergente Donny Donowitz), Diane Kruger (Bridget von Hammersmark), Til Schweiger (Sergente Hugo Stiglitz), Sylvester Groth (Joseph Goebbels), Gedeon Burkhard (Wilhelm Wicki), Martin Wuttke (Adolf Hitler), Rod Taylor (Winston Churchill), Mike Myers (Generale Ed Fenech), Jacky Ido (Marcel), Denis Menochet (Perrier LaPadite), B.J. Novak (Smithson Utivich)<br />
<span style="color: #003366">Produzione</span>: Lawrence Bender Productions, The Weinstein Company<br />
<span style="color: #003366">Distribuzione</span>: Universal Pictures<br />
<span style="color: #003366">Paese</span>: USA, Germania (2009)<br />
<span style="color: #003366">Genere</span>: Guerra<br />
<span style="color: #003366">Durata</span>: 153&#8242; circa<br />
<span style="color: #003366">Tipologia</span>: Lungometraggio<br />
<span style="color: #003366">Uscita Italia</span>: 02 Ottobre 2009<br />
<span style="color: #003366">Uscita USA</span>: 21 Agosto 2009<br />
<span style="color: #003366">Uscita Germania</span>: 20 Agosto 2009</p>
<p><a title="Weinsteinco.com/Inglorious" href="http://weinsteinco.com/#/film/inglourious/" target="_blank">Sito Ufficiale</a> &#8211; <a title="UniversalPictures.it/BastardiSenzaGloria" href="http://www.cinema.universalpictures.it/website/bastardi_senzagloria/#/home" target="_blank">Sito Italiano</a></p>
<p><span style="color: #003366">Trama</span>:<br />
Nella Francia occupata dai Nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale, un gruppo di soldati americani-ebrei conosciuto come &#8220;I Bastardi&#8221; è stato scelto per seminare il terrore fra le fila del Terzo Reich, facendo volare scalpi e uccidendo brutalmente i nazisti. I Bastardi incontrano una ragazza ebrea francese che gestisce un cinema a Parigi, dove è prevista la prima di un film di propaganda tedesco al quale sarà presente anche Adolf Hitler. L&#8217;ideale per un attentato&#8230;</p>
<p><span style="color: #003366">Note</span>:<br />
-</p>
]]></content:encoded>
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		<title>District 9 (2009) di Neill Blomkamp</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 22:15:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>M.</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>RECENSIONE E SCHEDA: District 9 (2009) di Neill Blomkamp. Finto documentario e sci-fi, fantascienza contaminata in un film dove gli alieni sono approdati sulla Terra da diversi anni e sono finiti ghettizzati in una sorta di grande campo di concentramento in Sud Africa, gestiti da una Multi Nazionale globale che, non si sa come, controlla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #003366;"><img class="alignleft size-full wp-image-6781" title="District 9" src="http://cineocchio.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2009/07/district-9-cartello-favelas-loc-astro-immagine-100px.gif" alt="District 9" width="100" height="100" />RECENSIONE E SCHEDA</span>: <em><strong>District 9</strong></em> (2009) di <strong>Neill Blomkamp</strong>. Finto documentario e sci-fi, <strong>fantascienza</strong> contaminata in un film dove gli alieni sono approdati sulla Terra da diversi anni e sono finiti ghettizzati in una sorta di grande campo di concentramento in Sud Africa, gestiti da una Multi Nazionale globale che, non si sa come, controlla e gestisce il tutto come fosse il governo&#8230; Il risultato è un piccolo cult traballante.</p>
<p><span id="more-8126"></span></p>
<p>La <strong>trama</strong> vede appunto l&#8217;arrivo di un&#8217;astronave aliena sulla Terra, non a Washington, New York o Chicago ma a Joahnnesburg in Sud Africa (nel film chiamata anche Joburg). L&#8217;inizio è un mockumentary (finto documentario) che racconta gli eventi dal passato: l&#8217;arrivo, l&#8217;astio, la segregazione. Gli alieni, non potendo muovere più l&#8217;astronave, vengono infatti accolti in grandi tendopoli che diventano con il tempo una specie di lager gestiti dalla MNU, la Multi National United, società multinazionale dal potere illimitato interessata alla tecnologia aliena. Gli alieni sono maltrattati e sottomessi, nelle loro favelas regna il caos e il crimine. Gli abitanti umani della città iniziano ad essere colti da xenofobia e razzismo. Gli alieni, in numero spropositato, devono essere dunque trasferiti più lontano, dove gli occhi degli umani non possano vederli. Wikus Van De Merwe è il capo dell&#8217;operazione per trasferire la baraccopoli aliena lontano dalla città. Nelle operazioni però qualcosa andrà storto e Wikus si ritroverà ricercato e infetto, in mezzo alla battaglia, in bilico fra una parte e l&#8217;atra, in bilico anche la sua moralità&#8230;</p>
<p>Neill Blomkamp esordisce al lungometraggio con la supervisione di <strong>Peter Jackson</strong> alla produzione con il supporto della sua casa di produzione Wingnut Films. Un film di fantascienza insolito che inverte le parti fra alieni e uomini (metafore) ma non solo, le mescola anche e le alterna. Immediata e chiara la metafora e la morale del film. Dove gli alieni altro non sono che &#8220;<strong>stranieri</strong>&#8221; e &#8220;diversi&#8221;, immigrati ghettizzati, seppur realizzati in modo che potrebbero risultare ributtanti nell&#8217;aspetto è con loro che gli umani in sala si identificheranno. Forte la tematica del <strong>razzismo</strong>. Neill Blomkamp costruisce un film di fantascienza decisamente atipico, miscuglio di espedienti (camera a mano, telecamere di sorveglianza, finto documentario, cinepresa classica, effetti speciali straordinari per un film a basso budget, azione e robottoni tutto insieme) che crea una narrazione insolita, tendente al realismo e che funziona ma scricchiola. Non mancano schizzi di sangue e ritmo, anche se quest&#8217;utlimo stenta a partire.</p>
<p>Temi seri, narrazione non convenzionale ma che potrebbe accontentare tutti (nonostante alcuni buchi e concessioni). Da aggiungere a tutto questo l&#8217;indiscusso protagonista <strong>Sharlto Copley</strong> che interpreta un personaggio forse da ricordare: inizialmente quasi anonimo, crudele, pedina, poi buffo, immorale e in seguito stoico e eroico, fin quasi epico, verso il romanticismo e la ritrovata umanità del finale (Eh si, un pò banale ma&#8230; Chi sono veramente i &#8220;non umani&#8221;?). Finale significativo dove i ruoli si confondono ancora e tornano chiari allo stesso tempo, dove viene detto chiaramente che non è l&#8217;aspetto a renderci &#8220;umani&#8221; o &#8220;non umani&#8221;, stranieri o non stranieri, da cacciare o da far restare, capaci di sentimenti o privi di questi.</p>
<p>Insomma un film traballante ma da vedere, forse un cult in futuro nonostante le tematiche siano già affrontate e banali. Comunque il tema (apprezzabilissimo) è espresso con mezzi nuovi e moderni (non fini a sè stessi). L&#8217;esordio alla regia di Blomkamp lascia presagire un buon percorso cinematografico e non mi stupirei di vedere al cinema, in futuro, qualche capolavoro da lui diretto.</p>
<p style="text-align: center;"><a title="District 9 - Forum" href="http://cineocchio.altervista.org/forum/viewtopic.php?f=6&amp;t=27"><span style="font-size: medium;">Dì la tua nel Forum di Cinema</span></a></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #003366;">- <strong>SCHEDA</strong> -</span></p>
<p><span style="color: #003366;"><a href="http://cineocchio.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2009/10/district-9-locandina-poster-astronave-ita-2.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-8129" title="District 9 - Locandina (ITA) - Astronave" src="http://cineocchio.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2009/10/district-9-locandina-poster-astronave-ita-2-210x300.jpg" alt="District 9 - Locandina (ITA) - Astronave" width="210" height="300" /></a>Titolo Originale</span>: <em>District 9</em><br />
<span style="color: #003366;">Regia</span>: Neill Blomkamp (opera prima)<br />
<span style="color: #003366;">Sceneggiatura</span>: Neill Blomkamp, Terri Tatchell<br />
<span style="color: #003366;">Cast</span>: Shalto Copley (Wikus Van De Merwe), Jason Cope (Grey Bradnam), Nathalie Boltt (Sarah Livingstone, sociologa), Sylvaine Strike (Dr. Katrina McKenzie), John Summer (Les Feldman), William Allen Young (Dirk Michaels)<br />
<span style="color: #003366;">Produzione</span>: Key Creatives, QED International, Wingnut Films<br />
<span style="color: #003366;">Distribuzione</span>: Sony Pictures Realising Italia<br />
<span style="color: #003366;">Paese</span>: USA, Nuova Zelanda (2009)<br />
<span style="color: #003366;">Genere</span>: Fantascienza<br />
<span style="color: #003366;">Durata</span>: 112&#8242;<br />
<span style="color: #003366;">Tipologia</span>: Lungometraggio<br />
<span style="color: #003366;">Uscita Italia</span>: 25 Settembre 2009<br />
<span style="color: #003366;">Uscita USA</span>: 14 Agosto 2009</p>
<p><a title="District9Movie.com" href="http://www.district9movie.com/" target="_blank">Sito Ufficiale</a> &#8211; <a title="District9.it" href="http://www.district9.it/" target="_blank">Sito Italiano</a></p>
<p><span style="color: #003366;">Trama</span>:<br />
Una misteriosa razza aliena sbarcata sulla terra da oltre 20 anni, infezioni biotecnologiche, campi di concentramento dove gli alieni vengono rinchiusi e soggiogati dalla potente multinazionale MNU. Xenofobia da parte dei cittadini umani. In uno di questi campi, il Distretto 9 (una specie di baraccopoli in Africa, a Johannesburg), si ritroverà anche l’umano Wikus Van de Merwe ( interpretato da Sharlto Copley), un agente internazionale infettato dagli alieni che inizialmente era a capo delle oberazioni per sfrattare i non umani, ora si deve nascondere dal governo e dalla Multi National United che vuole il suo corpo.</p>
<p><span style="color: #003366;">Note</span>:<br />
- Il regista Neill Blomkamp ha realizzato in precedenza, oltre a diversi spot pubblicitari e video clip, il film cortometraggio <em>Alive in Joburg</em> nel 2005 che rappresenta una sorta di District 9 in scala ridotta.</p>
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		<title>Segnali dal Futuro (2009) di Alex Proyas</title>
		<link>http://cineocchio.altervista.org/wordpress/2009/09/22/segnali-dal-futuro-2009-di-alex-proyas/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 09:24:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Magnifico</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>RECENSIONE E SCHEDA: Segnali dal Futuro (2009) di Alex Proyas. Nel 1959 agli alunni di una scuola viene chiesto di disegnare la loro concezione di futuro. I disegni saranno conservati in una capsula che verrà aperta dopo cinquant’anni. Nel 2009 una nuova generazione di studenti apre la capsula. Al piccolo Caleb però capita un foglio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #003366"><img class="alignleft size-full wp-image-1414" src="http://cineocchio.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2008/12/knowing100.gif" alt="Segnali dal Futuro (Knowing, 2009)" width="98" height="100" />RECENSIONE E SCHEDA</span>: <em><strong>Segnali dal Futuro</strong></em> (2009) di <strong>Alex Proyas</strong>. Nel 1959 agli alunni di una scuola viene chiesto di disegnare la loro concezione di futuro. I disegni saranno conservati in una capsula che verrà aperta dopo cinquant’anni. Nel 2009 una nuova generazione di studenti apre la capsula. Al piccolo Caleb però capita un foglio dal contenuto misterioso: una sequenza numerica che predice data, luogo e numero delle vittime delle principali catastrofi degli ultimi anni. Tre eventi devono ancora avvenire.</p>
<p><span id="more-7972"></span></p>
<p><em>Segnali dal futuro</em> è un film pieno di spunti interessanti, che purtroppo non riesce a sviluppare nel migliore dei modi. Un vero peccato, sarebbe bastato rispettare metà delle promesse per ottenere un buon prodotto. Il risultato invece è una storia <strong>affascinante</strong>, ma dal fiato cortissimo.</p>
<p>Cosa non funziona? Prima di tutto la sceneggiatura (ancor più se si pensa che ci sono voluti otto anni per svilupparla), che dopo mezz&#8217;ora sembra non avere la più pallida idea di dove andare a parare. Si tira in ballo quasi ogni cosa: le paure post 11 Settembre, profondamente radicate nel cuore degli americani, unite ad un senso di catastrofe che cita contemporaneamente <em>La Guerra dei Mondi</em>,<em> Ultimatum alla Terra</em> e <em>Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo</em>. Dulcis in fundo, un finale che ricorda le sperimentazioni <strong>new age</strong> di Darren Aronofsky. Il tutto calato in un’atmosfera oscura sicuramente d’impatto, ma che, visto il caos, lascia comunque il tempo che trova. A subirne le conseguenze è soprattutto Alex Proyas, che dai tempi di <em>Dark City</em> (sicuramente il suo titolo migliore) sembra costantemente penalizzato da mezze storie che ne offuscano la bravura.</p>
<p>Per quanto riguarda <strong>Nicolas Cage</strong>, professore di astrofisica sfiduciato nei confronti del destino, siamo alle solite: essendo un caratterista, non riesce a reggere la maggior parte dei ruoli che gli offrono. E dato che il contorno non lo aiuta, in alcuni punti  sembra più spaesato che mai.</p>
<p style="text-align: center"><a title="Segnali dal Futuro - Forum" href="http://cineocchio.altervista.org/forum/viewtopic.php?f=6&amp;t=17"><span style="font-size: medium">Dite la vostra nel Forum di Cinema</span></a></p>
<p style="text-align: center"><span style="color: #003366">- <strong>SCHEDA</strong> &#8211; </span></p>
<p><span style="color: #003366"><a href="http://cineocchio.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2009/09/segnali-dal-futuro-knowing-locandina-ita.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-7973" src="http://cineocchio.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2009/09/segnali-dal-futuro-knowing-locandina-ita-210x300.jpg" alt="Segnali dal Futuro (Knowing, 2009) - Locandina (ITA)" width="210" height="300" /></a>Titolo Originale</span>: <em>Knowing</em><br />
<span style="color: #003366">Regia</span>: Alex Proyas<br />
<span style="color: #003366">Sceneggiatura</span>: Ryne Douglas Pearson, Juliet Snowden, Stiles White, Stuart Hazeldine, Alex Proyas<br />
<span style="color: #003366">Cast</span>: Nicolas Cage, Rose Byrne, Chandler Canterbury, Lara Robinson, Ben Mendelsohn, Terry Camilleri, Adrienne Pickering, Liam Hemsworth, Danielle Carter, Nadia Townsend, Angie Diaz, Sally Anne Arnott, D.G. Maloney, Alan Hopgood, Alethea McGrath, Tamara Donnellan, Joshua Long, David Lennie, Travis Waite<br />
<span style="color: #003366">Produzione</span>: Alex Proyas, Steve Tisch, Jason Blumenthal, Todd Black<br />
<span style="color: #003366">Distribuzione</span>: Eagle Pictures<br />
<span style="color: #003366">Paese</span>: USA (2009)<br />
<span style="color: #003366">Genere</span>: Fantascienza, Catastrofico<br />
<span style="color: #003366">Durata</span>: 130’<br />
T<span style="color: #003366">ipologia</span>: Lungometraggio<br />
<span style="color: #003366">Uscita Italia</span>: 04 Settembre 2009<br />
<span style="color: #003366">Uscita USA</span>: 20 Marzo 2009</p>
<p><span style="color: #003366">Trama</span>:<br />
Nel 1959, per festeggiare l’apertura di una scuola elementare, agli alunni viene chiesto di disegnare la loro concezione di futuro. I disegni saranno conservati in una capsula che verrà aperta dopo cinquant’anni.</p>
<p>Siamo nel 2009 una nuova generazione di studenti apre la capsula per vederne il contenuto, ogni ragazzo recupera un disegno. Al piccolo Caleb però capita un foglio dal contenuto misterioso: una sequenza numerica apparentemente senza senso. In realtà quei numeri contengono un messaggio codificato che predice data, luogo e numero delle vittime delle principali catastrofi che si sono verificate negli ultimi cinquant’anni. Tre eventi devono ancora accadere.</p>
<p><span style="color: #003366">Note</span>:<br />
-</p>
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